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Diario di yoga giardinaggio 🌿🐌- Un contributo di Cristina Demarchi

By 31 Luglio 2025No Comments

Gesti misurati. Pezzo dopo pezzo, scavo dopo scavo, compongono un quadrato abbastanza regolare di terra smossa. Il terreno è durissimo, la forca deve scendere nel profondo di zolle compatte, tra sassi e radici intricate. Ci vuole impegno e molta pazienza; ci vuole il giusto tempo e me lo prendo. Ci vuole molta energia 💪🏻e un uso economico del movimento e della forza, per non evaporare al sole di luglio. Occorre ascoltarsi pienamente, radicarsi, affondare i piedi, attivare il centro addominale, muovere le braccia e la schiena fluidamente, far collaborare tutte le leve e gli appoggi.


Faticosissimo! Due ore e un fazzoletto dissodato di due metri per due. Gioia. forse sono le endorfine… un’eco ancestrale agreste risuona forte. Divertente. Questi gesti sembrano provenire da antenati contadini. Gesti sani che mi connettono al reale, alla terra e al nostro Pianeta Terra 🌍
Aria buona, di mezza montagna ⛰️ Fondamentale respirare vigorosamente e con il giusto ritmo, per alimentare l’intensità del movimento.

Se non avete mai provato a dissodare un terreno incolto e sassoso non fatevi guidare dalle ipotesi, provate concretamente!
La “zappatura yogica” è migliore se provate a bilanciare il lato sinistro e destro del corpo, invertendo le simmetrie abitudinarie. Spingere in giù il forcone prima con un piede poi con l’altro, inforcare le zolle con un braccio e poi con l’altro. Alternare anche con zappetta e rastrello. Attrezzi antichi che si imbracciano con rispetto.
Qui ed ora, essere tutti lì dentro è piacevole. Sono concentrata. Tempo speso bene, tempo guadagnato.
Lo yoga giardinaggio è anche andare contro le aspettative e le convenzioni (piovono dubbi e scetticismo sulle abilità contadine di una cittadina, che comunque resta un’umile e divertita apprendista). Le insalate si possono comprare, tutta questa fatica per cosa? ne varrà la pena? Sono i dubbi degli altri. Io non ne ho. Mi sto divertendo e non ho aspettative.
Zappare in modo yogico significa restare aperti all’osservazione (Ma quanto pezzo vuoi dissodare? Non so, vedrò man mano che procedo…)
Il giardiniere yogico suda e si sporca; lascia poi la sua impronta di terra, la sua orma animale, che come ogni cosa si lava via… e lascia spazio ad altri momenti.