
Vegetariana, vegan, crudista, frugivora, pesco-vegetariana, onnivora, paleo, qual’è la scelta più corretta per uno stile di vita improntato alla filosofia dello yoga? Come alimentarci e che cosa mettere in tavola?
Spesso si sente affermare che è importante mangiare “di tutto un po’” senza escludere alcun alimento. Oppure ancora scegliere di mangiare ciò che ci piace ovvero seguire ad ogni pasto il corpo, i suoi bisogni e il suo infallibile istinto. In teoria tutto vero! Ma, ascoltare il proprio desiderio in una società che ci bombarda continuamente di migliaia di stimoli spesso contraddittori non è per nulla semplice. E, se ci facciamo caso, ci accorgeremo che, quando la nostra unica regola è assecondare l’istinto, in quel “di tutto un po’” finiscono col ricadere, per abitudine, per fretta o per comodità, sempre le solite scelte: cibi precotti, pasta, pizza, alimenti eccessivamente raffinati, cibi spazzatura, fast-food, dolci e dolcetti vari.
Risultato? Un’alimentazione complessivamente disordinata, squilibrata verso i carboidrati, troppo ricca di zuccheri semplici e povera di fibre.
Nutrirci in modo sano e consapevole, a prescindere dall’essere vegetariani, vegani o onnivori, richiede invece tempo, impegno, attenzione quotidiana, capacità di programmazione settimanale e condivisione familiare.
Quasi un lavoro? Si. Ma la posta in gioco è delle più remunerative: forma fisica, benessere, energia, vitalità, salute, longevità e… un sistema immunitario forte, attivo e intelligente.
Dimenticare per sempre i “quattro salti in padella” o i “cinque minuti nel microonde” può sembrare difficile, ma non impossibile se torniamo ad occuparci in prima persona dei nostri piatti.
Un attentato alla linea? No, se il tutto è “condito” da temperanza, moderazione, consapevolezza e, naturalmente, accompagnato dalla pratica yoga quotidiana. Ad un regime di vita sano, senz’alcol e senza fumo, e ad un’alimentazione equilibrata si accompagnerà spontaneamente anche un naturale riequilibrio del peso corporeo.
Dobbiamo imparare a considerare il cibo come un alleato e non come un nemico del nostro benessere. Ma deve essere un cibo di qualità. Per coloro che amano le etichette e le definizioni: dobbiamo diventare tutti un po’ più qualitariani.
Per il qualitariano conta prima di tutto la qualità del cibo che porta in tavola e, non meno importante, anche la quantità. Il qualitariano mangia meglio e mangia meno!
Sceglie cibi freschi, non processati, integrali, possibilmente biologici e di provenienza locale, ovvero cibi che nutrono e che saziano per la presenza di fibre. Il carrello della spesa di chi è attento in primo luogo alla qualità è riempito quasi per intero di frutta e di verdura, di stagione ovviamente e, se possibile, a km zero. E ancora: cereali integrali o semi-integrali, frutta secca a guscio, semi, legumi, uova rigorosamente bio, erbe aromatiche e spezie, latticini da latte fieno e, se onnivoro, pesce pescato (attenzione: esiste una stagionalità anche per la pesca!) e carne di animali allevati al pascolo. Quasi esclusivamente materia prima. Il resto viene autoprodotto in cucina. Con gran risparmio, oltre che di centimetri nel girovita, anche per il portafogli.
Non occorre trasformarsi tutti in concorrenti masterchef: basta tornare a fare in casa il minestrone invece di microondare la versione da reparto gastronomia del supermercato; scoprire com’è facile e veloce fare il pesto (e che non esiste solo il classico pesto alla genovese!), la salsa di pomodoro partendo dai perini o dai ramati, come la facevano le nostre mamme; realizzare qualche torta rustica o ciambellone per la prima colazione eliminando così gli ipercalorici frollini e le merendine industriali con il loro eccesso di zuccheri e i loro grassi idrogenati; spremere le arance invece di aprire la lattina dell’energy drink in frigorifero. Torniamo a cucinare, soprattutto le verdure, in modo semplice e gustoso: non solo contorni, ma sughi di zucchine e datterini, di peperoni e acciughe, di melanzane e olive taggiasche, la ratatouille da utilizzare anche come condimento del cous cous. Non occorre cercare molto lontano buttandosi sull’esotico; la tradizione gastronomica italiana è ricchissima di pietanze tutte da riscoprire per la loro eccezionale e riconosciuta validità nutrizionale: la pasta e fagioli, il riso e lenticchie, le insalate di farro, la focaccia con le cipolle sono solo alcuni esempi. Basta prepararne in abbondanza e congelarli secondo le porzioni necessarie per averli subito pronti al momento giusto. Gradualmente ci si prende gusto e si acquisisce esperienza ed abilità. Della maggior parte delle ricette tradizionali si possono ormai reperire piuttosto facilmente anche le versioni light, poco o per niente dolcificate, con farine non raffinate, ricotta vaccina o yogurt e cotture semplici senza grassi e con poco sale.
Basta un poco di impegno e di buona volontà. E se è il tempo quello che manca? Proviamo a rivedere le nostre priorità: quanto tempo al giorno ad esempio passiamo a navigare in rete, a guardare serie televisive, a controllare compulsivamente le news o la posta elettronica o a digitare commenti sui social? Siamo in grado di arginare l’invadenza dell’attività lavorativa nelle nostre vite personali a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi giorno della settimana? Possiamo tagliare le ore passate a fare shopping di oggetti inutili destinati solo a riempire confusamente le nostre case e la nostra esistenza?
Certo si tratta di una vera e propria sfida. Un invito ad andare controcorrente e ad essere un poco rivoluzionari nelle nostre scelte quotidiane.
Trovare il tempo per cucinare, per fare la spesa in modo attento, sperimentare nuove ricette, abbinamenti, ingredienti e sapori ci aiuterà a realizzare, ad apprezzare e a mantenere nel tempo uno stile di vita nuovo, uno stile di vita yogi.